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Agrifoglio e Vischio…un augurio di Buon Natale e Felice Anno Nuovo!

Fin dai tempi più antichi ad oggi agrifoglio e vischio sono ritenute importanti sia per le loro proprietà curative che per il loro significato magico-simbolico, specialmente legato al periodo natalizio.

 

Agrifoglio il sempreverde

L’agrifoglio è un albero o arbusto sempreverde, originario dell’Europa e dell’Asia occidentale, dalle foglie lucide di colore verde scuro, nella parte centrale e dai margini spinosi, screziati di giallo.

Proprio perché i suoi colori risplendono nel paesaggio brullo invernale e le sue bacche maturano in questo periodo ,veniva considerato il simbolo dell’eternità.

Presso i Romani, i Greci e gli Etruschi era considerato un portafortuna. Per via delle sue spine si credeva allontanasse il male, perché simbolo di forza e aggressività. Era utilizzato come talismano nei Saturnali (la festa che si teneva nei giorni prima del solstizio) oltre che considerato il simbolo della paternità.

re-agrifoglioI cristiani, assegnarono invece all’agrifoglio altri significati simbolici: le foglie venivano associate alla corona di spine di Gesù, le bacche rosse al suo sangue e i fiori bianchi (che sbocciano nel periodo di fine estate) alla purezza della Madonna. Anche i cristiani usavano questa pianta come decorazione natalizia che anche in questo caso era considerata il simbolo dell’eternità e di buon auspicio per l’anno avvenire.

Insieme all’agrifoglio i druidi, “sacerdoti delle tribù celtiche”, consideravano sacri anche quercia e vischio. Nel giorno del solstizio d’inverno, nella celebrazione della festa di Yule dedicata alla rinascita del Sole, veniva rappresentata la lotta tra il re agrifoglio (il Dio del buio-ombra) e il re quercia (il Dio Della luce) dove quest’ultimo aveva la meglio. Una rappresentazione simbolica del ciclo naturale del sole e dell’alternarsi di Luce e Buio sul pianeta nei due periodi scanditi dal solstizio invernale e quello estivo.

Il re quercia iniziava a dominare nel periodo che andava dal solstizio d’inverno al solstizio d’estate, per poi cedere il “comando”il re Agrifoglio.

I druidi utilizzavano queste piante oltre che per i rituali anche per l’addobbo delle proprie dimore. L’agrifoglio aveva il compito di abbellire la terra dopo la caduta delle foglie della Quercia e di offrire riparo dal freddo alle piccole creature magiche del bosco: le fate.

 

Vischio simbolo di vita e rigenerazione

Il vischio è una pianta semi-parassita che cresce sui rami degli alberi grazie all’aiuto degli uccelli che cibandosi dei suoi frutti e dei semi, ne favoriscono la disseminazione sugli alberi. Per nutrirsi e vivere questa pianta fa penetrare le sue radici nel ramo dell’albero che la ospita in modo da assorbire la linfa. In più, essendo dotata di clorofilla attinge nutrimento in autonomia da acqua, anidride carbonica e luce del sole.

vischioPer via della similitudine che c’è tra le sue bacche bianche e lo sperma maschile, il vischio era considerato il simbolo della vita e della rigenerazione, perché mentre l’albero a cui si attacca è nel suo periodo di morte apparente, questa pianta cresce e i suoi frutti maturano.

Durante le feste di Natale è tradizione appendere il vischio sulla porta o tenerne dei ramoscelli in casa come buon auspicio per l’anno nuovo. Da qui anche l’antica usanza, di tradizione nordica, del baciarsi sotto il vischio.

Pianta sacra anche per i celti nel periodo invernale, i druidi la ritenevano un dono degli dei perché pensavano che nascesse sui rami degli alberi (melo, pero, pini, abeti e querce) grazie alla caduta di un fulmine ossia venisse mandata dal cielo per rappresentare discesa della divinità.

In particolare essi raccoglievano il vischio quercino in modo rituale e lo utilizzavano per preparare pozioni e intrugli “magici”. Che la quercia fosse considerato dai Celti l’albero più sacro ci viene dimostrato dalle parole di Plinio il Vecchio:

I Druidi non considerano niente di più sacro del vischio e dell’albero sul quale esso cresce, purché si tratti di un rovere. Scelgono come sacri i boschi di rovere in quanto tali e non compiono nessun rito religioso se non hanno fronde di quest’albero, tanto che il termine Druidi può sembrare di derivazione greca. In realtà essi ritengono tutto ciò che nasce sulle piante di rovere come inviato dal cielo, un segno che l’albero è stato scelto dalla divinità stessa. Peraltro il vischio di rovere è molto raro a trovarsi e, quando viene scoperto, lo si raccoglie con grande devozione: innanzitutto al sesto giorno della luna (che segna per loro l’inizio del mese, dell’anno e del secolo, ogni trent’anni) e questo perché in tale giorno la luna ha già abbastanza forza e non è a mezzo. Il nome che hanno dato al vischio significa, che guarisce tutto. Dopo aver apprestato secondo il rituale, il sacrificio ed il banchetto ai piedi dell’albero, fanno avvicinare due tori bianchi ai quali, per la prima volta, vengono legate le corna.

 

Agrifoglio e vischio: rimedi contro i malanni del freddo e non solo

Queste due piante si offrono come rimedi per molteplici disturbi anche se con qualche riserva.

L’agrifoglio è ottimo come antireumatico, antiartitico, febbrifugo, antispasmodico, antitterico (foglie), antigottoso, tonico, calma i dolori dovuti alle coliche, antisterico, antiepilettico, diuretico (radici) e agisce con un’azione protettiva sul fegato.

Si riconosce alle sue bacche un effetto lassativo a bassi dosaggi anche se sarebbe meglio evitarle per la loro estrema tossicità.

Il vischio si considera un antitumorale grazie alle sue proprietà immunoterapiche e riequilibratore per il sistema circolatorio. E’ utile nei casi di ipertensione arteriosa, perché ristabilisce la circolazione sanguigna in organi come cervello e cuore. Oltre che un diuretico, offre sollievo nei problemi gastrointestinali, diminuisce ansia e stress grazie alle sue proprietà sedative.

Antinfiammatorio, risulta efficace per i disturbi che colpiscono le vie respiratorie, per l’arteriosclerosi, per il ciclo mestruale irregolare e le emorragie dell’utero.

ATTENZIONE a non assumere queste piante in completa autonomia, per via della loro tossicità. È sempre meglio chiedere il consiglio degli esperti.


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Buone feste!

sara-trotta-naturopataSara Trotta

Naturopata, editor inCrescita

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