risveglio-dea

Crisoprasio: il risveglio della Dea

Il crisoprasio è un cristallo trigonale di origine secondaria e fa parte del gruppo dei quarzi/calcedonio; la sua formula base SiO2 è arricchita dal nichel che, insieme alla presenza di acqua, gli conferisce il suo splendido colore “verde mela&dintorni”. Il numero 3 e il triangolo richiamano la connessione con il divino e tutte le sue manifestazioni nei tre regni; questo aspetto insieme all’origine idrica rimandano alla Dea, un femminile divino che, secondo la mitologia, era più precisamente Venere.

crisoprasio-naturaleIl crisoprasio agisce su tutti i livelli palesando l’interconnessione con il divino e, dunque, aiutando la persona a intuire, vedere e sentire come razionalità, spiritualità e “magia” convivano nel macro come nel microcosmo. Per questo motivo rafforza l’autostima, facendoci sentire completi e indipendenti.

Il crisoprasio è un potente purificatore: ripulisce la visione dal punto di vista mentale, sgomberando la testa da pensieri negativi e incubi ricorrenti, dai filtri che ci portano ad una percezione fittizia degli input esterni, ma agisce anche sugli occhi e, soprattutto, come elisir disintossica l’organismo dai metalli pesanti (!!!) e dai residui dannosi dei farmaci della medicina allopatica.

Crisoprasio Chiaro

Crisoprasio Chiaro

Crisoprasio scuro

Crisoprasio scuro

Date le sue caratteristiche, il crisoprasio lavora sulla zona del plesso solare per la pulizia emotiva, sugli organi filtro come il fegato e – secondo Ildegarda Von Bingen – sui reni, sugli occhi fisici e sul terzo occhio.

Come potete vedere dalle foto, gli esemplari con cui lavoro si dividono in due nuances ben definite: del gruppo più chiaro ho dapprima posizionato i due pezzi più piccoli sulle palpebre e quello allungato sul sesto chakra e col passare del tempo ho sentito che il serbatoio emozionale stava richiamando la mia attenzione a gran voce, andando a modificare il respiro con un senso di soffocamento e il battito cardiaco con frequenti extra-sistole; nel frattempo, ho sentito che gli occhi fisici si stavano riposando, mentre un generale senso di tristezza mi portava a galla la consapevolezza che il resto di me necessita lo stesso riposo, un riposo che manca, nel bisogno che arrivi “qualcuno” che vegli al mio posto. Prestissimo comprendo che è il femminile, che deve riposare, vegliato dal maschile. A questo punto ho spostato il cristallo dal sesto chakra al plesso, che immediatamente si placa e l’attenzione torna agli occhi, in particolare all’esigenza di ripulire dalla mente le brutture che vi si sono fermate, portate dalla vista del mondo esterno. Ripulito il canale occhi-mente, torna a galla il nodo emotivo, in particolare ho modo di vedere quanto mi pesi il mio dictat autoimposto non solo di mostrarmi, ma di essere sempre forte e indipendente, per non apparire vulnerabile. Lacrimucce.

Dei tre cristalli più scuri, quello più sottile voleva andare sul terzo occhio quello più piccolo (e particolare, perchè in alcuni tratti sembra un agata dendritica), sotto al plesso solare, quindi subito sotto al terzo cristallo. Con questa disposizione, il petto sta una favola. Lo so che non è una terminologia ecco come dire tecnica-professionale, ma è decisamente quella che rende più l’idea della sensazione. E dal sesto chakra arrivano solo immagini di alberi frondosi, muschio soffice, sottobosco verde scuro e nutrimento, acqua, abbondanza, ricchezza.

E con questo vi saluto con un abbraccio di Luce

foto-prem-tara-valentina-lanfranchi Prem Tara Valentina Lanfranchi

Cristalloterapeuta

Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *