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Equinozio di Primavera – Oestara: l’ascesa della Dea e la relazione con l’Altro

La Celebrazione dell’equinozio di primavera, Oestara e degli altri sette momenti significativi del calendario celtico, ci riporta in armonia con i cicli naturali della Vita e con noi stessi

L’inverno è il tempo del divano e della cioccolata calda; tempo di raccoglimento e sogno, in cui ogni attività rallenta fino quasi alla sospensione, mentre i semi riposano sotto la neve, aspettando stagione più propizia. Poi arriva Brigida, che porta con sé i primi segni di una rinascita che inizia quando le gemme si spingono fuori dai rami e, lentamente, il movimento riprende in un’esplosione di fiori.

E tu? Fai fatica a lasciare il piumone o sei pronto a rimettere in moto l’energia?

Il 20 marzo l’emisfero settentrionale celebra l’equinozio di primavera, uno dei due momenti dell’anno in cui il giorno e la notte si equivalgono, vale a dire che le ore di luce sono uguali a quelle di buio. A differenza dell’equinozio di autunno, quando questo momento di equilibrio avviene durante un percorso discendente che culmina nella notte più lunga, a marzo il giorno di Oestara s’inserisce a metà di una risalita verso la Luce al suo climax: per questo motivo, simbolicamente la tradizione vede in tutto l’emisfero figure di divinità femminili che – più o meno letteralmente – risorgono alla Luce: Persephone, Kore, Eostre, Afrodite, Atena, Cybele, Gaia, Iside, Ishtar, Minerva, Venere… (unica eccezione è la Pasqua, in cui la rinascita viene affidata a un maschile mantenendo intatte, tuttavia, le altre simbologie quali la risalita dall’interno della terra e l’uovo).

Sebbene per i culti più nordici resti una festività minore, a metà tra il risveglio della natura di Imbolc del 2 febbraio e del fuoco di Beltane il primo maggio, l’energia dell’equinozio di primavera si sviluppa in tutta Europa come un nuovo inizio – il calendario degli antichi Romani incominciava in questi giorni, lo zodiaco anche -, un inizio caratterizzato da un’energia dalla forte carica sessuale. Nella sua risalita in superficie, la Dea porta con sé calore, gioia e soprattutto una spinta all’azione e all’espansione, complementare alle tendenze introspettive e solitarie dei mesi autunnali e invernali: questo porta a una nuova apertura verso l’altro da sé, sia fisicamente che spiritualmente, con l’auspicio che questo moto di espansione culmini in una fusione, dove un uno incontra un altro uno e, mentre dapprima lo vive come due ossia differente, la frequentazione diventi riconoscimento e comunione.

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Celebrare la rinascita insieme

L’equinozio di primavera è una cerimonia collettiva e di apertura, gioiosa e movimentata, che vede l’energia transitare dal primo chakra (la sopravvivenza all’inverno) al secondo, per aprirsi verso il terzo in estate, passaggio dalla relazione di coppia a quella sociale.

Il Cerchio è una festa di espansione e risalita: è fare esperienza del risveglio del corpo in un passaggio di energia attraverso i chakra inferiori. Grazie ai cristalli ad essi connessi (cristalli neri, rossi, arancioni) e alla meditazione arriviamo a sentire come il riposo invernale si trasforma in azione, passando dall’introspezione del femminile alla tensione attiva del maschile. Da questo punto, grazie alle vibrazioni dei mantra, andremo a portare queste due energie verso una comunione.

Germogliamo insieme!

foto-prem-tara-valentina-lanfranchi Prem Tara Valentina Lanfranchi

Cristalloterapeuta

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