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Goal Mapping concretizza i tuoi sogni in una serata di mezza estate

 

Quest’estate in vacanza al mare, una cara amica mi propone di partecipare a una serata di Goal Mapping con Alessandra Barison.

– Vedrai ti piacerà! –

Siccome mi fido dell’amica, ho incontrato Alessandra e mi ha ispirato, sono fondamentalmente curiosa, vado.

Una voce interiore mi mette in guardia: sarà il solito mix di legge dell’attrazione, “prenditi la vita che desideri” e concetti sull’abbondanza in salsa new age.

Perciò mi presento all’appuntamento senza grandi aspettative, sperando solo in una serata piacevole. Invece l’approccio di Alessandra mi conquista subito: è accogliente, professionale e profonda. Soprattutto con chi si mostra scettico e gioca a fare il “bastian contrario”.

Siamo una decina di persone e ciascuno cerca di condividere con gli altri i propri desideri ed è molto toccante sentire come siamo tutti nello stesso viaggio, anche se con sfumature diverse. Decido di lasciarmi andare al “gioco” della serata: c’è un’atmosfera meditativa che mi piace.

Goal Mapping example left and right (2)

La mappa di Goal Mapping

Alessandra spiega cos’è la mappa e come funziona.

Sul foglio ci sono 7 passi per concretizzare i propri sogni: da una semplice ispirazione è possibile  arrivare alla realizzazione tangibile di ciò che si desidera.

Per me la mappa risulta molto innovativa perché parla ad entrambi gli emisferi del mio cervello, da una parte ci sono le parole e dall’altra immagini da me disegnate.

Nel marasma dei sogni però è necessario fare una scelta di priorità: un obiettivo principale è come un amo che trascina tutti gli obiettivi secondari con un effetto a catena. Inoltre se s’identifica l’emozione che accompagna un desiderio, questo acquista più forza.

La mappa poi è molto concreta: definisce una linea temporale, le azioni da intraprendere e chi può darti un supporto nella realizzazione dei sogni. Crea una nuova prospettiva su ciò che si vuole per se stessi. E’ come un faro che illumina zone in ombra o dimenticate.

 

La mia esperienza

la-via-del-cuoreOra Alessandra ci invita a sperimentare: abbiamo matite colorate e pennarelli. Torno un po’ bambina e mi lascio guidare dalla mia creatività, non solo nel disegnare ma anche nell’immaginare scenari futuri per me stessa. E mi accorgo che non oso quanto vorrei, come se ci fosse qualcosa di disdicevole nell’esagerare. Osservo questo condizionamento, anche se non riesco a lasciarlo andare fino in fondo. Non ho fiducia nell’abbondanza.

Quando però comincio a chiedermi quali sono i miei obiettivi e, soprattutto i passi da fare per raggiungerli, mi blocco più volte. Mi rendo conto che spesso mi lamento, sono scontenta e vorrei di più, ma quando mi si chiede cosa voglio, non lo so. E guardandomi intorno vedo che questo problema è comune alla maggior parte degli esseri umani.

Alessandra m’invita a chiudere gli occhi, a respirare e a sentire quali sono i veri desideri del mio cuore. Con questo passaggio riesco a sbloccarmi.

Più avanti nel seguito della serata ci saranno altri momenti di empasse, soprattutto quando cerco di definire chi sono coloro che mi possono aiutare a realizzare i miei obiettivi; di nuovo li supererò riconnettendomi a me stessa.

 

E dopo?…

Mi porto a casa la doppia mappa. la Goal Map, e la tengo sul comodino: ogni tanto riguardo soprattutto quella che parla alla parte più creativa del cervello. E la cosa interessante è che, anche se i disegni sono rudimentali e piuttosto stilizzati, riesco a capirne l’essenza profonda al di là delle parole. Come se l’immagine racchiudesse una sensazione, un’energia che si sprigiona ogni volta che mi trovo lì davanti ad osservare. E in questo caso l’osservazione non è passiva, ma io osservatore, mentre osservo, sto creando la mia realtà dentro di me per poi poterla proiettare fuori.

Sono felice di aver avuto un breve assaggio di Goal Mapping, perché mi aiutato a riconnettermi con la parte più vera di me stessa, perché mi ha ridato fiducia nella possibilità di diventare ciò che voglio essere e perché mi ha ricordato che per raggiungere gli obiettivi non devo fare fatica. Ha ribaltato la prospettiva, secondo un concetto che so essere molto vero, ma che la vibrazione del mondo mi fa continuamente perdere.

 

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lalita-benelliLaura Lalita Benelli

Editor inCrescita

 

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