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Proteggere la casa dai furti: ecco come (parte 2)

Strategie per proteggere la casa anche nei periodi più a rischio

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Andiamo per gradi…

Per contrastare l’acquisizione delle informazioni da parte di malfattori è fondamentale la capacità di rilevare potenziali comportamenti sospetti tenuti da estranei: si potrà trattare del ladro o, più spesso, di un complice che riporterà poi le informazioni all’esecutore del furto.

A questo riguardo sono molto utili i gruppi di Controllo del Vicinato, ossia la collaborazione tra vicini di casa o d’appartamento per sorvegliare reciprocamente le proprie abitazioni e avvisare le autorità in caso di necessità. É altresì molto utile in questa situazione affinare la propria capacità di osservazione per notare, in un ambiente che ci è familiare, cosa ci pare essere fuori luogo.

Per esempio, oltre al tipico individuo sospetto che staziona in macchina o a piedi nella via senza un’apparente ragione, si può considerare che, durante i sopralluoghi, i complici dei ladri possono “marchiare” le case con segni/disegni che riportano informazioni per coloro che poi dovranno penetrare all’interno dell’abitazione.

Risulta fondamentale a livello preventivo non rivelare inutilmente a terzi informazioni sensibili per la propria sicurezza. Per esempio raccontare che si è installato un sistema d’allarme o che si possiede una cassaforte o ancora che si starà via per un certo numero di giorni, ecc.

Oltre a ciò può rivelarsi molto utile prendere accordi con una persona fidata affinché periodicamente durante la nostra assenza, costui si rechi in casa nostra compiendo azioni come: ritirare la posta dalla buca delle lettere per evitare accumuli evidenti, spostare la nostra automobile se parcheggiata all’esterno per simularne un uso regolare, accendere o spegnere alcune luci, oltre che comunque controllare lo stato dell’abitazione per rilevare, ad esempio, potenziali tentativi di effrazione lasciati in sospeso.

 

proteggere-la-casa-dai-ladriOccorre rilevare che l’efficacia di attività di prevenzione atte ad evitare le ripetitività e il variare periodicamente gli accorgimenti per la protezione dell’abitazione vengono certamente potenziati dall’installazione di sistemi d’allarme e vetri e porte antisfondamento.

Questi ultimi sono infatti validi accorgimenti che, quanto meno, ritardano e ostacolano notevolmente l’azione del ladro nel momento in cui il malintenzionato non riesce a definire con certezza elementi quali: orari e abitudini degli abitanti (il 66% dei furti avviene quando non c’è nessuno in casa), oppure la presenza all’interno dell’immobile di un cane da guardia o ancora se sia stato installato un nuovo sistema d’allarme.

Lo stesso dicasi nel caso in cui il luogo in cui vengono nascosti gli oggetti di maggior valore venga periodicamente variato. Nel farlo cercate di evitare luoghi quali cassetti, vasi e la parte posteriore dei quadri in quanto, statisticamente, sono quelli in cui i ladri frugano maggiormente.

Tali nascondigli “scontati” possono eventualmente essere impiegati per nascondere quella che viene chiamata “burla”. Si tratta di una piccola refurtiva appositamente predisposta che dia l’impressione al malintenzionato di avere trovato il suo bottino e che lo faccia così desistere da ulteriori ricerche proteggendo in tal modo i beni di reale valore nascosti invece altrove.

Terzo elemento non meno importante è il predisporre un piano dettagliato di azioni da compiere nel caso in cui si venga sorpresi da uno o più ladri in casa. Situazione decisamente allarmante per chiunque, perché ricca di variabili incalcolabili e che “risolviamo” facendo ricorso a quella che gli americani chiamano “panic room”.

Resa nota da un famoso omonimo film in cui Jodie Foster viveva in prima persona cio’ di cui stiamo parlando, si tratta di una stanza all’interno dell’abitazione che viene anticipatamente individuata e predisposta, munita di telefono cellulare d’emergenza e di porta antisfondamento. Da tale stanza si potrà richiedere l’intervento del Soccorso Pubblico evitando pericoli per coloro che si trovano in casa.

Pensare di affrontare i malintenzionati senza un preventivo e approfondito addestramento specialistico è assolutamente sconsigliabile perché la situazione potrebbe degenerare con gravissime conseguenze.

 

dr. Edoardo Mattiello

 

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